2Pay: molto più di un’App per il Pagamento

Qualche giorno fa Apple ha reso noto a tutti, alla tradizionale Woldwide Developers Conference, che il suo metodo di pagamento “Apple Pay”, sarà presto disponibile non solo in America, ma anche in Europa. Ma in Italia, ne abbiamo davvero necessità?

La Banca in Tasca, con l'App 2Pay per pagare in mobilità

Durante la WWDC dell’8 Giugno, Apple ha annunciato alcune nuove funzioni e prodotti, tutti indubbiamente d’impatto e di notevoli potenzialità. Oggi vogliamo soffermarci su quello che potrebbe davvero cambiare le abitudini di tutti noi: i pagamenti in mobilità. Già, perché Apple ha dichiarato che nei prossimi mesi il suo Apple Pay sbarcherà in Europa, iniziando dal Regno Unito. Ma in Italia, in questo settore, come siamo messi?

Abbiamo portato a termine una ricerca di mercato e, sorprendentemente, ci siamo accorti che Apple ha davvero dei concorrenti agguerritissimi e che le società, interamente Italiane, sono arrivate prima del colosso di Cupertino. Oltretutto offrendo molte più funzionalità.

Nello specifico stiamo parlando di 2Pay, azienda nata nella splendida Venezia, che con la sua omonima app sta conquistando il mercato dei pagamenti con moneta virtuale.

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Ma se i player mondiali tendono a trasformare lo smarphone in un POS mobile, legandolo a una o più carte di credito, 2Pay semplifica non solo il processo di pagamento, ma anche gli intermediari e i costi di gestione.

Il numero di telefono si trasforma nel proprio conto corrente, con cui sarà possibile eseguire versamenti e pagamenti. Essendo molto interessati all’idea, al Made in Italy ma soprattutto a come 2Pay si sia messo in gioco con player mondiali come PayPal, Apple e Google, abbiamo incontrato e intervistato Daniele Bernardi, CEO di 2Pay.

Intervista a Daniele Bernardi, CEO di 2Pay

2Pay: App oer Pagare dallo Smartphone, dovunque sei.

Buongiorno Daniele, e grazie per averci dedicato il tuo tempo. Quanto è complicato per una azienda Italiana, competere nell’ambito dei pagamenti digitali, con colossi come Apple, Google e PayPal? 

È quasi impossibile, soprattutto a livello internazionale. In Italia possiamo ancora dire la nostra in quanto per poter operare è necessario avere un Istituto di Moneta Elettronica (IMEL) e per ora abbiamo un vantaggio competitivo rispetto a loro, inoltre la flessibilità può essere un vantaggio, e noi progettiamo molto in avanti cosa sarà la 2Pay del futuro e abbiamo diverse novità in sviluppo che rivoluzioneranno il sistema del mobile payment, ma per ora stiamo depositando i brevetti e quindi non possiamo parlarne.

Ci racconti brevemente come vi è venuta in mente l’idea di creare 2Pay e come funziona?

2Pay nasce dall’idea di tre imprenditori veneti, esperti del sistema bancario e appassionati di tecnologia, che hanno deciso di creare qualcosa di fortemente evolutivo, un servizio capace di eliminare i costi inutili delle transazioni finanziarie, rottamando device aggiuntivi alla cassa, carte di plastica, costi di servizi, spesso retaggio di vecchie tecnologie riproposti in versione digitale. Questo con l’obiettivo di portare vantaggi concreti a chi i soldi li fa circolare veramente, ovvero i clienti e gli esercenti.

Il funzionamento è molto semplice: basta scaricare l’app 2Pay e registrarsi (come azienda per i merchant, come privato per i consumer). Al momento dell’attivazione, il sistema crea un IBAN 2Pay associato al numero di cellulare. Le transazioni avvengono semplicemente inserendo il numero di cellulare di chi riceve il pagamento e il proprio pin di sicurezza. Se si preferisce (o in assenza di rete) è possibile pagare generando QR code univoci che il commerciante leggerà con il proprio smartphone come se fosse un semplice codice a barre.

Cosa differenzia la vostra soluzione da quella dei vostri competitor?

Quasi tutti i progetti di Mobile Payment, soprattutto quelli delle società OTT (Over The Top) come Apple, Google etc. puntano alla virtualizzazione della carta di credito e del relativo gesto di infilarla su un POS per eseguire il pagamento: tale operazione costa al Merchant punti percentuali delle transazioni sia fisica che virtualizzata, quindi non porta concreti vantaggi all’esercente. 2Pay invece ha puntato a virtualizzare il contante ed il gesto di estrarlo dal portafoglio e porgerlo all’esercente; tale gesto oggi non costa all’esercente e gli permette di avere il denaro subito e non dopo alcuni giorni. Questa è la prima vera differenza tra 2Pay e gli altri sistemi di pagamento.

Sostanzialmente scaricando l’app 2Pay il nostro cliente ha la possibilità di trasformare il cellulare in un dispositivo di pagamento e ricezione del denaro evoluto, senza altri device come POS o strumenti aggiuntivi inutili.

Quale pensi sia il futuro dei pagamenti in mobilità in Italia e nel mondo?

L’Italia è il quartultimo paese in Europa per quanto riguarda le transazioni di moneta elettronica, però è il primo paese per numero di smartphone pro-capite.

Riteniamo che per abituare gli Italiani ad utilizzare il cellulare per pagare rispetto alla carta di credito o bancomat sia necessario dare un forte vantaggio sia ai merchant che ai clienti, e quindi abbiamo integrato al sistema di pagamento un processo di fidelizzazione mediante cashback (ritorno di denaro) e social cashback, ovvero l’esercente ha la possibilità di fare più business e il cliente di aumentare il potere di acquisto grazie al denaro che gli torna indietro dall’esercente.

Questa situazione win-win l’abbiamo chiamata equo-sistema, dove tutti hanno dei vantaggi concreti, e riteniamo che possa rappresentare il futuro dei pagamenti in mobilità, altrimenti si rischia sempre che le persone non rompano le proprie abitudini per decenni, e non possiamo permetterci, ne noi ne gli altri, un tempo così lungo per raggiungere l’accettazione del sistema di pagamento.

Che ruolo giocherà la moneta virtuale nel mondo dei pagamenti (mobile e non)?

Innanzitutto bisogna distinguere la moneta virtuale (come ad esempio il Bitcoin) e la moneta elettronica; la prima è una valuta complementare non riconosciuta dalle autorità di alcuno stato e pertanto molto border line, ovvero a forte rischio di essere osteggiate dai poteri forti del mondo; mentre la moneta elettronica è la trasformazione del denaro da fisico a digitale, come può essere una carta di credito o appunto una prepagata legata ad un apparecchio smartphone.

Sulla diffusione e successo della moneta virtuale nutro forti dubbi, mentre la diffusione della moneta elettronica è praticamente certa, i tempi di sostituzione della moneta fisica non è stimabile, ma sicuramente prima o poi la moneta diventerà interamente digitale perdendo la sua materialità, il che a mio avviso sarà anche benefico per l’umanità, oltre che pratico.

E voi, cosa ne pensate?

Che ruolo giocheranno le applicazioni per i pagamenti in mobilità?
Photo Credits: ©2Pay
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Gianni Forlastro

Gianni Forlastro

L'amore per l'informatica nasce a 13 anni, con il mio primo 386...da quel momento ho proseguito per quella strada, tanto da conseguire la laurea in Informatica e due master. Sviluppo web & mobile, scrivo di tecnologia (e non solo) e organizzo eventi. Adoro i fumetti, lo sport e...la cucina!

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