I Media Digitali e la Comunicazione Sociale

Ecco un esempio di come vengono usati i Media Digitali per mettere in mostra forme di protesta sociale che, altrimenti, non avrebbero voce. Ti presento Pixadores: il documentario dedicato agli street artists brasiliani, diretto da Amir Arsames Escandari.

media digitali e comunicazione sociale

I Nuovi Media offrono strumenti di comunicazione capaci di mettere al centro dell’opinione pubblica realtà e avvenimenti che, diversamente, non troverebbero spazio. A confermarlo la sempre crescente attenzione verso i cosiddetti User Generated Content, i contenuti creati dagli utenti, che mostrano cosa accade realmente nelle nostre strade.

Non più cronache edulcorate: oggi non c’è spazio per un’informazione pilotata. Almeno, così è sul web. È internet, infatti, il motore dell’importante cambiamento che sta investendo il settore dell’informazione. E lo fa sempre, anche nel campo della comunicazione sociale. Persino quando non viene scelto come media principale.

Oggi ti raccontiamo di Pixadores, il documentario – diretto da Amir Arsames Escandari – che mostra una forma di protesta brasiliana davvero particolare. Un video, quindi, che trova nel web un campo di gioco in cui continuare la sua missione. O forse no?

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La Street Art come Forma di Protesta Sociale

Ormai siamo abituati a considerare i graffiti come una vera e propria espressione artistica. Ormai, sono finiti i tempi in cui le crew dovevano nascondere le bombolette negli zaini. Oggi, la street art si sta conquistando – non a fatica, certo – uno spazio nel panorama artistico. E lo fa regalandoci opere che abbelliscono le nostre strade, che comunicano messaggi importanti alla popolazione.

Una rappresentazione di idee che si manifesta in tutta la sua forza esplosiva, anche grazie ad artisti di fama internazionale come Banksy.

Banksy, famoso artista di street art

Una potenza che viene amplificata dalla sua stessa portata espositiva: se per vedere dal vivo la Gioconda non puoi non recarti a Parigi, la Street Art è sotto i tuoi. Sempre. Tanto che, spesso, non te ne accorgi nemmeno. Una forma d’Arte Contemporanea che fa bene e aiuta le persone a fare i conti con quella realtà – vera – che siamo stati abituati a non considerare.

La pixação: quando la Street Art si fa estrema

Ecco una particolare espressione di street art, nata in Brasile negli anni 80. Un’arte controversa, non solo perché fa dei graffiti sui muri il suo fulcro. I Pixadores – così si chiamano i protagonisti di questa corrente – vivono la loro arte come forma di espressione del disagio sociale in cui vivono. Per loro, i muri delle città, diventano tele da cui gridare i problemi sociali quotidiani e sbatterli letteralmente in faccia a tutti. Ma non basta.

Pixadores: il documentario sulla street art brasiliana di Amir Arsames Escandari

La pixação, infatti, è una forma di street art estrema che viene realizzata in ogni spazio cittadino ritenuto inarrivabile. Che si tratti di pareti altissime, o di ritagli di muri difficili da raggiungere, poco importa. I Pixadores mettono a rischio la propria vita pur di lasciare una traccia del loro passaggio.

La filosofia dei Pixadores: i graffiti come segno identitario

Per questi artisti brasiliani l’arte è un veicolo di protesta sociale. Un modo per prendere possesso degli spazi pubblici e mostrare, allo stesso tempo, la propria identità.

La street art come forma di protesta sociale

Una filosofia che trapela – potente – dalle loro stesse opere: graffiti, spesso astratti, che diventano riconoscibili grazie alla firma dell’autore. Un grido che contiene 2 direttrici importanti, sintomo di un disagio sociale dilagante in Brasile: la necessità di (ri)prendere il controllo della cosa pubblica e di ritagliarsi uno spazio individuale nella società. Inclusione e individualismo: queste le 2 anime vibranti della pixação.

Pixadores, il documentario di Amir Arsames Escandari

Sebbene la storia di questa forma di street art continui da oltre 20 anni, noi ne facciamo la conoscenza solo oggi. Il merito è di Amir Arsames Escandari, regista di origini iraniane, che ha deciso di raccontare la storia di 4 ragazzi – 4 pixadores, appunto – che si ritrovano a dover affrontare un percorso che li mette a dura prova.

Cosa succede quando ottieni quello per cui hai lottato una vita?

Se questi artisti dei graffiti rivendicano uno spazio da cui avere voce, ecco che l’occasione si presenta. Invitati a Berlino, per la Biennale, si trovano a fare i conti con un mondo che è sempre stato oggetto della loro protesta sociale. Un mondo che non ha nulla a che vedere con la realtà che conoscono: quella della favela di Sabao.

Un documentario che racconta la storia di uomini dimenticati che vogliono essere scoperti e (ri)conosciuti. Questo lo spirito con cui Amir Arsames Escandari ha girato il documentario: un video, in bianco e nero, che vuole mostrare un’alternativa. Quella creata da persone che hanno vissuto per anni – fin dalla loro nascita – in una realtà caratterizzata da un forte conflitto sociale.

A group of friends risk death to make their mark on the world.

Quale ruolo per i Media Digitali nella Comunicazione Sociale?

Il documentario sulla street art brasiliana è un valido strumento per dare voce a una forma di protesta sociale che, altrimenti, sarebbe passata inosservata. Uno strumento di comunicazione che, però, ha bisogno di trovare modalità che gli permettano di mantenere alta l’attenzione del pubblico nel tempo.

Se davvero l’intento del regista è quello di sensibilizzare, allora la storia di Pixadores non può limitarsi al grande schermo. È il web l’ambiente che offre gli strumenti di comunicazione sociale più adatti per riuscirci.

  • Economici
  • Immediati nella gestione
  • De-geolocalizzati

Questi i 3 plus della rete. Queste le ragioni che dovrebbero spingere chiunque si occupa di comunicazione sociale a vedere i social network non più come mere piattaforme promozionali, ma come canali di comunicazione da far crescere nel tempo.

Una lungimiranza che ancora stenta a manifestarsi, come ci dimostrano la pagina Facebook e il sito web ufficiale di Pixadores. Due vetrine, appunto, basate unicamente su un approccio di stampo promozionale che – al massimo – aiuterà a vendere qualche biglietto in più. Senza consentire, però, al regista di raggiungere la mission del documentario: sensibilizzare a una tematica sociale.

I social network sono megafoni sociali, usiamoli!

Peccato non trovare contenuti inediti sulla pagina di Pixadores. Peccato che il regista non abbia deciso di continuare a mostrare la realtà che accomuna questi artisti, portandoci ancora di più al suo interno. Peccato che, qui, siano mostrate solo locandine e recensioni. Per reperirle c’è già Google. O sbaglio?

 

I social network sono veri e propri megafoni sociali, strumenti di comunicazione che aiutano a mettere in luce proteste, permettendo alle idee di circolare libere. Affinché questo accada, però, vanno usati. Bene.

Anche tu pensi che i social e il web possano rivelarsi utili strumenti di comunicazione sociale? Conosci degli esempi efficaci? Parliamone nei commenti!
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Cristiana Tumedei
Visionaria – Strategist – Creativa | “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”. ­– Albert Einstein | Questa sono io, Cris. O come preferisco: #SemplicementeCris. Una che vive di Comunicazione e Pubbliche Relazioni. Una che non smette mai di cercare. Cosa? Sono una cacciatrice di sogni e talenti creativi: perché siamo noi a costruire limiti all'immaginazione. E io vivo per superarli.

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3 Risposte

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